Cos'è il jitter e perché è importante
Il jitter misura la variazione della latenza nel tempo. Se invii dieci pacchetti di dati e ciascuno impiega esattamente 25 ms, il jitter è pari a 0 ms (connessione ideale). Se invece i tempi di risposta oscillano continuamente tra 15 ms, 80 ms, 22 ms e 110 ms, la linea presenta un jitter elevato.
Come viene calcolato tecnicamente
Secondo lo standard RFC 3550 (usato nei flussi VoIP e multimediali RTP), il jitter viene calcolato registrando le differenze assolute tra i tempi di arrivo dei pacchetti consecutivi e calcolandone la media ponderata. Valori inferiori a 3 ms garantiscono un flusso costante privo di alterazioni percettibili.
Quali applicazioni soffrono il jitter?
- Chiamate audio e videoconferenze: i flussi vocali necessitano di pacchetti a intervalli cadenzati. Con jitter alto le parole arrivano raggruppate o ritardate, producendo la tipica voce robotica o tagliata.
- Giochi online multiplayer: le oscillazioni provocano scatti improvvisi e problemi di registrazione dei colpi.
- Streaming video (Netflix, YouTube): ne risente pochissimo, perché il player precarica diversi secondi di filmato in anticipo (buffer), assorbendo le variazioni.
Come stabilizzare il jitter
La causa più comune di jitter è l'instabilità del Wi-Fi. Collegare il dispositivo tramite cavo Ethernet elimina i disturbi radio e riduce il jitter al minimo possibile della linea fisica.